… e tu quanto sei flessibile?

Da sempre uno dei parametri di allenamento più sottovalutati e la flessibilità, il tempo che le persone dedicano all’allungamento non è più di qualche minuto, al massimo dieci, a fine allenamento o lezione.

Ma facciamo un po’ di chiarezza…. la flessibilità è fondamentale per far si che il nostro corpo funzioni bene, ricordate che un muscolo non può essere forte se prima non è flessibile, e se sommate a tutto questo che perdiamo in maniera naturale circa 1% all’anno di flessibilità capirete da soli che forse bisogna cominciare a dedicare più tempo a questa “funzione”.

La rigidità diffusa porta il nostro corpo a “compensare” continuamente durante le azioni che svolgiamo nel quotidiano, figuriamoci poi quando sottoponiamo il nostro corpo ad allenamenti con schemi di movimento complessi, e se non sbaglio oggi “vanno di moda” un sacco di allenamenti che spingono il corpo a compensare, vedi gli esercizi “funzionali”. Durante la pratica di sequenze d’esercizio con schemi motori complessi, il corpo cerca continuamente di gestire la poca funzionalità derivante da una mancanza di flessibilità da una parte e una mancanza di funzione da parte di alcuni muscoli non abituati ad essere utilizzati in questo contesto.

In questi casi il risultato sarà un maggiore carico su determinate articolazioni, contratture e piccoli dolori muscolari che ci porteremo dietro per un po’. Nel tempo, queste “asimmetrie” e questi continui carichi mal gestiti porteranno alcuni apparati articolari a cedere sfociando in qualche patologia.

Se torniamo al titolo di questo articolo, tu che stai leggendo, prova dare una risposta a queste semplici domande….

  • flettendo il tronco sul bacino, riesci a toccare la punta dei tuoi piedi con le mani mantenendo le gambe distese?…
  • quando è stata l’ultima volta che hai dedicato un intera seduta di allenamento solo ad esercizi di allungamento? ….
  • ti capita mai di svegliarti al mattino con fastidiosi “dolorini” alla parte posteriore delle gambe (bicipite femorale), o alla parte bassa della schiena? …

Se hai risposto in maniera positiva anche solo ad una di queste domande, evidentemente hai bisogno di inserire almeno un intera seduta di allungamento alla settimana nel tuo programma di allenamento, e ancora sicuramente aumentare gli esercizi di stretching ogni volta che ti sottoponi ad una seduta di allenamento.

Il consiglio che dò sempre a tutti è quello di inserire regolarmente esercizi di stretching in ogni seduta di allenamento, anche se avete poco tempo, piuttosto diminuite le serie di lavoro e dedicate quel tempo all’allungamento.

Esercizi di allungamento ne esistono di diversi, e quasi tutti più o meno validi, anche se quelli che danno massimi benefici sono sempre quelli che si eseguono senza supporti esterni: parallele, cinghie, ecc….

Dedicate sempre massima attenzione alla catena posteriore degli arti inferiori (bicipite femorale, quadrato dei lombi e muscolatura profonda dell’anca), alla catena superiore anteriore (retto addominale, pettorale, muscoli del cingolo scapolo omerale).

Sottoponetevi regolarmente ad alcune sedute di Yoga, meglio versioni più fisiche come il power yoga, questa attività si presta benissimo a portare il corpo a funzionare meglio, ho sempre definito lo yoga come un attività che una volta provata “ti fa innamorare” e non la lasci più, a sempre dato benefici a tutti nonostante si lavori nel contesto di “gruppo”, a me ha cambiato “la vita” facendo guarire il mio corpo e facendolo tornare a funzionare, e sono sicuro lo farà anche a voi.

 

Buon allenamento

Calle

By |2018-06-20T10:41:18+00:00Luglio 30th, 2017|Out Line, Training|