Ingredienti per una buona meccanica posturale.

Tutti noi ogni giorno, cerchiamo di migliorarci dedicando tempo prezioso ai nostri allenamenti, con l’obiettivo di migliorarci sempre più. Anche se sono solo 45/50 minuti incastrati a fatica nel mezzo della nostra impegnativa giornata di lavoro, il tempo trascorso in palestra è sacro.

Qualsiasi articolo di fitness, rivista, video o app, che guardi o che leggi ti bombarderà con esercizi che dovresti “fare” o routine che “dovresti” seguire. Ma ti sei mai chiesto se il tuo corpo è in grado di eseguire questi programmi o esercizi?

In questo momento, nei club, nelle palestre, e negli allenamenti in esterna, i trainer e gli insegnanti propongono esercizi che richiedono al corpo una particolare abilità e una particolare forza, che purtroppo, quasi nessuno di voi possiede. Perché lo fanno?…. ma chi può dirlo, moda del momento, poca conoscenza, o più semplicemente darvi una applicazione percepita di una sensazione di lavoro molto alta.

Ultimamente sono stati ri-inseriti negli allenamenti esercizi che noi formatori (sono Master Trainer da circa 28 anni) avevamo a fatica cercato di fare sparire dalle palestre, non perché seguiamo una scuola di pensiero particolare, ma perché determinati esercizi davano pochi o nulli risultati, e aumentavano in modo esponenziale la possibilità di incorrere in infortuni.

Inserire un esercizio o ancora peggio una sequenza di esercizi in un sistema malfunzionante, con squilibri posturali e deficit motori  è una sicura ricetta per l’infortunio. Il grosso problema è quello di domandarsi,  ma come facciamo a sapere che cosa è funzionalmente sbagliato in noi?…. come trovare gli esercizi più corretti per noi, senza cadere nelle solite generalizzazioni? …..

La chiave per identificare questi problemi risiede nella postura. Valutare la postura, potrebbe essere il mezzo più appropriato per capire se quel determinato esercizio e per noi oppure no.

Se ad esempio abbiamo più o meno accentuate le curve della colonna vertebrale (due cifosi e due lordosi), di conseguenza avremo una muscolatura più tonica in alcune zone del corpo e meno, o più “lassa” in altre, eseguire un determinato esercizio con questi squilibri porterà sicuramente il nostro corpo e la nostra struttura osteoarticolare a fare non solo molta più fatica, ma a supportare carichi esterni in maniera disomogenea e forzata, procurandoci, quasi sicuramente nel tempo, infiammazioni e dolori vari.

Vi sottopongo ad un esempio…..

…la signora Maria lavora 8 ore in ufficio, non si è mai allenata seriamente, si ogni tanto un pò di nuoto, delle camminate, e magari qualche esercizio per l’addome, che per la gente vuole dire “crunch” a terra con una serie di variazioni pressoché inutili. La signora Maria avrà sicuramente una debolezza muscolare diffusa, in particolare la muscolatura profonda, in più sarà sicuramente cifotica nella porzione toracica della colonna, iperlordotica nella zona cervicale. Come conseguenza di tutto ciò, la muscolatura della signora Maria si sarà adatta per compensare le mancanze e gli schemi motori che il suo corpo ha sviluppato, quindi, quasi sicuramente avrà una muscolatura “corta” nella parte della catena muscolare anteriore superiore (retto dell’addome),  e “lassa” nella parte posteriore (erettori spinali, paravertebrali), mentre nella parte inferiore avrà molto forti e corti gli ileopsoas, e i bicipiti femorali, alternati da una debolezza dei glutei e dei quadricipiti, quest’ultimi anche responsabili in parte della stabilità dell’articolazione delle ginocchia… si iscrive in palestra e si sottopone agli allenamenti che tanto vanno di “moda adesso”, esegue dei Burpee, dei salti sul box, ecc…

… il corpo della signora Maria viene sottoposto a delle forze di impatto e movimenti ai quali non riesce a far fronte, proverà per i primi minuti a compensare per eseguire questi movimenti, ma alla fine le forze di impatto inevitabilmente si trasferiranno sulla struttura osteoarticolare causando dei traumi….

Consiglio….

prima di sottoporvi a qualsiasi workout, controllate come sta la vostra muscolatura profonda (quella responsabile della postura), con qualche piccolo test: provate a controllare quanto e se sono eccessive le vostre curve della colonna vertebrale, provate da sdraiati al suolo a tirarvi su nella posizione dei push up, e prestate attenzione a quale parte del corpo sollevate per prima, provate ad eseguire uno squat a carico libero, controllando quanto si muove il ginocchio e dove lo portate (avanti o indietro rispetto alle caviglie), sdraiatevi al suolo supini e provate lentamente a tirarvi su per passare seduti….

Se almeno in 2 di questi semplici test non riuscite, e non volete incorrere in infortuni, privilegiate esercizi di forza integrata per migliorare e rinforzare le vostra fondamenta alternandoli sempre ad esercizi di allungamento mirati e integrati, solo in un secondo momento potrete passare a esercizi più complessi e più di “moda”.

 

Buon allenamento

Calle Flauto

By |2018-09-22T12:32:08+00:00Settembre 22nd, 2018|Out Line|