Definizione muscolare | Fat burn

“ a tutti piace possedere un corpo sano e definito, ma se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre ottenuto”

Questa è la richiesta numero uno delle persone che incontro nei club tutti i giorni da anni. La confusione in questo campo e i luoghi comuni si sprecano, cominciando dal fatto che le persone pensano come prima cosa a dimagrire, si concentrano sul peso, che rimane un’unità di misura e nella maggior parte dei casi quando si dimagrisce si perde massa magra e non grassa!

Quando le persone vogliono dimagrire, per prima cosa pensano ad Definizione muscolare | Fat burneliminare il cibo, sottoponendosi a periodi di sotto alimentazione, eliminando tutto quello che nell’immaginario comune “fa ingrassare”, e contemporaneamente aumentano in maniera drastica le sessioni di allenamento, in particolare quelle aerobiche. Il nostro corpo invece registra la riduzione delle entrate caloriche come l’arrivo di un imminente periodo di carestia e mette in atto tutta una serie di misure per contrastarlo.

Esso infatti, per contrastare la crisi, comincia a consumare la massa muscolare (massa magra) in quanto principale responsabile del consumo di energia, pensate per un attimo a quando arriva la crisi, difficilmente si vanno a prendere i risparmi, generalmente si tagliano le spese, e il nostro corpo fa esattamente questo. Il risultato di questo processo è che il soggetto vede scendere il suo peso corporeo, quindi è generalmente felice, in quanto ha ottenuto quello che desiderava.

Il rovescio della medaglia però sta nel fatto che questo soggetto ha diminuito sensibilmente il suo metabolismo basale. Pensate al metabolismo basale come la cilindrata di un autovettura. Se prima di cominciare “la dieta” il soggetto aveva una cilindrata di 2.000 cc, dopo il periodo di restrizione, è probabile che abbia ridotto sensibilmente la sua “cilindrata” a 1.200 cc, capirete da soli quanto un 1.200 consumi meno di un 2.000.

Pertanto, il metabolismo basale del nostro soggetto sarà più basso, e di conseguenza consumerà di meno. Quello che vi ho appena raccontato lo riscontrate in tutte le persone che dopo un periodo di dieta iniziano uno strano effetto “yo yo”. A peggiorare tutto questo si aggiunge la tipologia degli allenamenti che il soggetto esegue, generalmente si affida a sedute lunghe ed estenuanti di lavoro cardio (tapis roulant, bike, ecc..). Attenzione, non fraintendetemi, il lavoro aerobico è splendido, ma tutti gli allenamenti dovrebbero essere finalizzati a degli obiettivi ben precisi, pertanto se il nostro obiettivo è ricercare la definizione muscolare, il lavoro aerobico e prolungato non dovrebbe essere contemplato. Questo anche perché è bene ricordare brevemente che, se lo stress da allenamento è troppo elevato rispetto alla capacità di recupero della persona, vi sarà un aumento del cortisolo (più conosciuto come ormone dello stress), che provocherà distruzione delle proteine interne, con relativa perdita di massa magra, e visto l’obiettivo, sarebbe bene preservare la massa magra e consumare la grassa.

Quello che bisogna ricercare è trovare un corretto e sano modo di alimentarsi e contemporaneamente inserire delle sedute di lavoro “efficienti ed efficaci”; questo rimane l’unico modo per permettere di fare raggiungere al corpo gli obbiettivi prefissati, e mantenerli nel tempo.

Ciò che consiglio sempre a tutti i miei clienti piuttosto che una dieta, è un corretto regime alimentare che permetta nel tempo di consolidare i risultati raggiunti senza necessariamente sottoporsi a periodi di “fame”, ma mantenere un giusto equilibrio nell’alimentarsi, correggendo le cattive abitudini con quelle sane.

Contemporaneamente è necessario sottoporre il proprio corpo ad allenamenti di forza integrata con dei buoni sovraccarichi, che permettano un aumento del metabolismo basale e della massa muscolare, utilizzando formati di lavoro ad alta intensità che vadano dai 15 al massimo ai 40 minuti. Sfruttare il principio del lavoro di forza integrata permetterà al corpo di consumare una maggiore quantità di energie, visto l’impegno richiesto a tutti i grossi gruppi muscolari contemporaneamente. Usare gli strumenti giusti è un altro fattore da non sottovalutare, sicuramente risulterà molto più efficiente allenarsi con le Kettlebell, la bag, le rope, tutti sovraccarichi esterni che hanno pochissimi, se non nulli, angoli “morti” di lavoro, permettendo così al corpo di lavorare nella sua totalità.

Pertanto, concentrarsi sulla percentuale di massa magra piuttosto che sul peso, eseguire allenamenti ad alta intensità piuttosto che lunghe ed estenuanti sedute di lavoro, ridurre sensibilmente la quota di carboidrati da assumere, privilegiando le proteine.